COME SI PRESENTA E COME COMPORTARSI
La sintomatologia, a seguito del picco di prolattina, interessa fondamentalmente due organi: quello preposto all’allattamento (quindi le ghiandole mammarie) e quello che, in caso di gravidanza, dona alla cagna il comportamento da mamma, ovvero il cervello.
- Ghiandole mammarie: si verifica un ingrossamento più o meno evidente, che di solito interessa soprattutto i capezzoli più caudali.
La produzione di latte può limitarsi a piccole quantità, oppure essere cospicua e predisporre le ghiandole ad una colonizzazione batterica che prende il nome di mastite e va necessariamente curata con antibiotici.
C’è da dire che le ghiandole mammarie sono dotate di un meccanismo, detto “a feedback”, che permette loro di aumentare la produzione di latte a seguito della stimolazione ricevuta dalla suzione dei cuccioli.
Questo meccanismo, però, le rende sensibili anche alla palpazione continua da parte dei proprietari apprensivi, che in questo caso non ottengono altro che peggiorare il quadro e protrarre nel tempo la lattazione.
Solitamente, se questo viene evitato e se la produzione non è eccessiva, le ghiandole tendono ad autoregolarsi ed a cessare la secrezione di latte nell’arco di qualche giorno.
- Cervello: il picco di prolattina accende l’interruttore dell’istinto materno. Ma i cuccioli non ci sono.
Questo fatto è il più delle volte sufficiente a limitare la sintomatologia, ma in alcuni casi determina comportamenti davvero preoccupanti, come il tentativo di allattamento di oggetti inanimati (con particolare predilezione per tutti i giochini che fanno “PIO!” quando schiacciati), la smaniosa ricerca di una tana e la sua preparazione…magari proprio nel divano di casa.
Il carattere della cagna può cambiare anche di molto, perché l’aumento dell’istinto materno tende ad incrementare anche l’aggressività di alcuni soggetti, che in situazioni diverse sarebbero assolutamente tranquilli e che invece diventano stressati ed a volte anche decisamente intrattabiliALCUNI CONSIGLI
1 - evitate che l’apprensione per le condizioni della vostra cagnona vi portino a controllare di continuo lo stato delle sue mammelle, con la conseguenza di stimolare ulteriormente la produzione di latte;
2 - non applicate impacchi, caldi o freddi che siano, con l’intento di alleviare la sintomatologia, perché possono solo complicare il quadro;
3 - eliminate gli oggetti che possono scatenare il comportamento “da mamma” e sollecitate l’animale al movimento anche se dimostra di non averne voglia.
A volte la migliore terapia si rivela essere l’attesa che la natura faccia il suo corso. Senza preoccuparsi.
gabry e Omar
Se i cani non vanno in paradiso, io voglio andare dove vanno loro